mercoledì 7 luglio 2010

Eravamo io, Frankoviak, Benjamin...

Maurizio Crozza imita Antonino Zichichi. Quest'uomo è il mio terrore (Zichichi, non Crozza): ho degli incubi terribili in cui uno studente mi dice davanti a tutti: "Prof, lei spiega come Zichichi!".

Va bene, lo ammetto: questo è un post buttato lì tanto per finire in ridere e salutare, che vado al mare. Anzi vado all'oceano. Forse torno.

martedì 6 luglio 2010

Il giuramento d’Ippocrate degli insegnanti

Venerdì scorso, a Venezia, c'è stato un Bar Camp. Argomento del Bar Camp erano le motivazioni e i metodi dell’insegnamento.
Ora, io non ho la minima idea di cosa sia un Bar Camp e in effetti non sono neanche così interessato a saperlo. Mi interessa molto di più quello che è stato presentato durante l'incontro (intuisco che il Bar Camp dev'essere un posto dove si incontrano tante persone, una roba così): il "Manifesto degli insegnanti".

Si tratta di un documento che manifesta (essendo un manifesto la cosa non fa meraviglia) il pensiero, le motivazioni e gli obiettivi di tanti, tanti insegnanti italiani (non tutti, purtroppo). E' qualcosa di simile al giuramento di Ippocrate, quello che fanno i medici quando cominciano la professione. E' proposto da "La scuola che funziona", una comunità virtuale di oltre 1000 docenti italiani. Ed è accompagnato da un invito a sottoscriverlo rivolto agli insegnanti.

In questi tempi la scuola italiana sembra moribonda, sembra in putrefazione, infatti manda cattivo odore. Ma molti insegnanti (e molti studenti) sono ancora vivi. Questo Manifesto lo testimonia. Non potevo non sottoscriverlo, anche se ogni volta che lo rileggo mi sembra sempre più difficile riuscire a mantenere l'impegno fino in fondo.

Ecco i 13 punti del Manifesto:
  1. Amo insegnare. Amo apprendere. Per questo motivo sono un insegnante.
  2. Insegnerò per favorire in ogni modo possibile la meraviglia per il mondo che è innata nei miei alunni. Insegnerò per essere superato da loro. Il giorno in cui non ci riuscirò più cederò il mio posto ad uno di loro.
  3. Insegnerò mediante la dimostrazione e l'esempio, il riconoscimento dei miei errori illuminerà il mio percorso.
  4. Accompagnerò i miei alunni alla scoperta del mondo, assecondando e stimolando in ognuno di loro la curiosità e la ricerca, le domande e la passione.
  5. Non potendo dare loro la verità, mi adoprerò affinché vivano cercandola.
  6. Incoraggerò nei miei studenti la volontà di superarsi costantemente e di non rassegnarsi mai di fronte alle difficoltà.
  7. Farò in modo che la scuola sia il mondo, e non un carcere.
  8. Non trasmetterò ai miei studenti saperi rigidi e preconfezionati. La mia visione del mondo mi guiderà, ma non sarà mai legge per i miei alunni. Il dubbio e la critica saranno i pilastri della mia azione educativa.
  9. Contrasterò lo studio per il voto e promuoverò lo studio per la vita.
  10. Raccoglierò elementi di valutazione, rifiutando approcci semplicistici e meccanici che non tengano conto delle situazioni di partenza, dei progressi, dell’impegno e della crescita complessiva del singolo alunno.
  11. Lotterò affinchè la scuola sia la scuola di tutti, la scuola in cui ogni studente possa apprendere seguendo tempi e tragitti individuali.
  12. Aiuterò i miei alunni ad illuminare il futuro leggendo il passato e vivendo in pienezza il presente. Li aiuterò a stare nel mondo così com'è, ma non a subirlo lasciandolo così com'è.
  13. Resterò fedele a questi punti in ogni momento della mia azione educativa, pronto ad affrontare e superare tutti gli ostacoli formali e burocratici che si presenteranno sulla mia strada.
In queste frasi ogni parola è importante, ha un significato e un peso: è sbagliato dire che una sia  più importante di un'altra. Ma lo farò lo stesso: a me piacciono soprattutto il punto 5 (Non potendo dare loro la verità, mi adoprerò affinché vivano cercandola.) e il punto 2, dove si sottolinea "la meraviglia per il mondo". In fondo non è un caso se ho chiamato questo blog "Un tesoro in ogni dove".

PS: ho scoperto il manifesto su Scientificando, uno dei blog di Annarita Ruberto, la più famosa prof blogger d'Italia.

venerdì 2 luglio 2010

Darwin e il colore della nostra pelle

Se gli italiani guardassero meno TG1 e più filmati come quelli proposti dal sito TED, le cose andrebbero meglio. L'ho sparata grossa? Forse. Ma davvero alcuni degli interventi in TED sono molto affascinanti.
Ne ho trovato uno in cui si parla dell'evoluzione del colore della pelle. La bella signora che parla è Nina Jablonski, un'antropologa americana. Nel suo discorso cita tanti argomenti di cui anche noi parliamo in classe: Darwin e l'evoluzione delle specie, il ruolo della melanina nell'abbronzatura, la vitamina D. La professoressa Jablonski mischia questi ingredienti con altri ancora (un po' di storia, un po' di geografia...) e ne tira fuori un bell'esempio  di come si dovrebbe "fare cultura".
Non ultima ci aggiunge un po' di passione: trovo straordinarie le parole con cui conclude: "Prendete la vostra pelle ed il suo colore e celebrateli. Spargete la voce. Avete l'evoluzione della storia della nostra specie scritta sulla pelle. Capitela. Apprezzatela. Celebratela. Andate. Non è bellissima? Non è meravigliosa? Voi siete i frutti dell'evoluzione."
Applausi.

PS:  il filmato è in inglese ma si possono attivare i sottotitoli. Si clicca su "view subtitles" e si sceglie la lingua preferita. C'è anche l'italiano.