lunedì 30 agosto 2010

Un post in agrodolce

Questo è un post che non avrei voluto scrivere. E nello stesso tempo sapevo che prima o poi l'avrei fatto.
In questi giorni mi è arrivata la notizia di essere "passato di ruolo". E' una buona notizia: migliaia di insegnanti in Italia sono senza lavoro o sono costretti a vivere di supplenze. La nomina in ruolo, invece, mette più o meno al sicuro dal pantano del precariato.
Ciò nonostante confesso di non essere contento come dovrei.
Uno dei motivi è che tutto ciò significa rientrare nel tritacarne della scuola statale, dove spesso quello che conta è la graduatoria: "quanti punti hai", non quello che fai. (E' anche per questo che in questi ultimi anni ho scelto di lavorare in una scuola paritaria.)
Ma il fatto principale è che dovrò cambiare scuola. Lasciare un luogo che, dopo quattro anni, mi è ormai familiare. Lasciare un gruppo di colleghi e di allievi con i quali mi trovavo bene. (Non che tutto fosse perfetto, eh, ma mi trovavo bene.) E' una sensazione strana: un po' agra, un po' dolce.

Questo è un post di saluto. Non lo farò lungo: sarebbe troppo facile cadere nel retorico o nel sentimentale. Un saluto e via: la vita continua, la strada è lunga. Spero sarà, per tutti noi, un bel camminare.


 PS: spero anche che questo blog possa essere un luogo dove continuare a "sentirci". Vi aspetto.

martedì 17 agosto 2010

Minzione d'onore

Questo è quel che compare oggi sul sito del provveditorato agli studi della Provincia di Varese.



A quanto pare gli insegnanti devono partecipare a concorsi anche per poter fare pipì.

sabato 14 agosto 2010

Hydrocarbon Man



Non è che mi faccia un gran piacere pubblicizzare una compagnia petrolifera. Il fatto è che questo filmato è sì una pubblicità, ma non fa altro che sottolineare quanto siamo dipendenti dal petrolio. Quindi quanto dovremmo sforzarci di diminuire questa dipendenza.

mercoledì 11 agosto 2010

Polvere di stelle

La pigrizia è una brutta bestia: apro il blog e vedo che l'ultimo post risale a più di un mese fa. Nel frattempo avrò abbozzato decine di post ma, si sa, scrivere è fatica. Così non ne ho finito neanche uno.
La pigrizia è una brutta bestia: ieri mattina ho iniziato questo post con l'idea di pubblicarlo entro sera, appena in tempo per la notte di S. Lorenzo, notte delle stelle cadenti. Oggi è l'undici, quindi la notte fatidica è passata: dovrei rimandare il post all'anno prossimo. Invece ho deciso di scriverlo lo stesso, approfittando del fatto che la notte in cui si potranno vedere più stelle cadenti, quest'anno, è quella tra il 12 e il 13, quindi sono ancora in tempo. 

Tanto per cominciare non sono stelle
Qualcuno (me compreso) si sarà chiesto: "Cosa succede se una stella cadente va a sbattere contro la Terra?" oppure: "Se fisso con attenzione una stella, magari cadrà proprio quella", o ancora: "Ma se tutti gli anni cadono un po' di stelle, tra un po' non ce ne saranno più".  Il fatto è che le "stelle cadenti" non sono stelle, sono pezzi di cometa.
E qui bisogna spiegare: una "stella" cometa non è una stella, è un ammasso di polveri e ghiaccio che gira per il sistema solare. Quando la cometa, nella sua orbita, si avvicina al sole, il ghiaccio si scioglie e le polveri si liberano, formando la famosa coda. Per la verità due code: una azzurrina, formata dal ghiaccio sublimato in gas, e una bianca, formata dai granelli di polvere (vedi foto).
I frammenti di polvere si chiamano meteoroidi e sono piccoli, in genere delle dimensioni di un granello di sabbia (possono essere anche più grossi ma vabbé). 

Da granello di polvere a "stella cadente"
Un meteoroide che attraversa l'atmosfera terrestre viaggia decisamente oltre i limiti di velocità: rispetto alla Terra la sua velocità può variare da una dozzina a oltre 70 Km/s ("al secondo", non "all'ora"!). L'aria davanti al meteoroide viene compressa e si surriscalda,  di conseguenza anche il meteoroide si scalda e comincia a evaporare. I gas che si formano vanno a sbattere contro le molecole di gas dell'atmosfera. Queste si eccitano e tutta questa eccitazione genera luminosità, una scia luminosa. La chiamiamo meteora o stella cadente. Se un meteoroide arriva fino alla superficie terrestre viene detto meteorite.
In giro per il sistema solare ci sono meteoroidi dispersi, figli di non si sa quale cometa, e invece sciami più densi di meteoroidi. Le stelle cadenti si possono vedere tutto l'anno, 5-10 ogni ora: sono le meteore sporadiche. Quando però l'orbita della Terra incrocia quella di una cometa (perciò uno sciame denso di meteoroidi) si possono vedere molte più meteore (quindi esprimere un bel po' di desideri in più!).

Non solo d'agosto
La Terra attraversa diversi sciami di meteorodi ogni anno. I più importanti sono  quattro: le Perseidi (metà agosto), le Leonidi (metà novembre), le Geminidi (metà dicembre) e le Quadrantidi (inizio gennaio).
I nomi strambi derivano dalla posizione del radiante da cui provengono (vedi foto). Mi spiego: agli occhi di noi piccoli osservatori terrestri, le meteore di uno sciame sembrano arrivare tutte da uno stesso punto del cielo, chiamato radiante. I radianti si trovano all'interno di costellazioni che danno così il nome agli sciami. Per capirci: il radiante delle Leonidi  è nella costellazione del Leone.


Lacrime di S. Lorenzo
Lo sciame più famoso è quello delle Perseidi, che ha il radiante nella costellazione di Perseo. Si tratta dello sciame figlio della cometa Swift-Tuttle.  Un tempo il massimo di visibilità cadeva nella notte del 10 agosto, S. Lorenzo. Ora: Lorenzo era un martire cristiano, bruciato vivo, e secondo una leggenda popolare le stelle cadenti sono le lacrime infuocate del santo. Nel frattempo però, l'asse di rotazione terrestre ha cambiato inclinazione (questo effetto si chiama precessione degli equinozi) e la notte di S. Lorenzo non è più nella notte di S. Lorenzo. Cioé: il massimo di attività si ha verso il 12-13 agosto. Quest'anno, in particolare, nella notte tra il 12 e il 13 non ci sarà la luna a disturbare con la sua luce riflessa, quindi dovrebbe esserci un bello spettacolo. Speriamo solo che non sia nuvoloso.


Per finire una curiosità e un filmatino di un paio di minuti. 
La curiosità: il fatto che gli sciami meteorici sono residui di comete venne ipotizzato per la prima volta da un italiano, Giovanni Schiaparelli, il quale osservò tra l'altro che l'orbita dello sciame meteorico delle Leonidi coincideva con quella della cometa Tempel-Tuttle.
Il filmato: realizzato per il progetto The Virtual Telescope, spiega tra l'altro come vedere al meglio le Perseidi. Buone osservazioni e buoni desideri.